Locandina di 'Amleto o le conseguenze della pietà filiale' di Tonino Caputo 1967

Amleto. 1962, 1964, 1967, 1975… e 1994

Questa sezione è dedicata alla storia delle “riscritture” che Carmelo Bene ha realizzato a partire dall’Amleto di Shakespeare fra il 1962 e il 1994. Trenta anni di attività e sette riscritture: con attori, copioni, stili di recitazione e idee registiche diverse. Fra continuità e discontinuità, questo percorso ci permette di entrare nel laboratorio creativo di un attore-autore come Bene, facendo esplodere il concetto di spettacolo e inserendo il suo lavoro nella prospettiva storica di un lavorìo continuo intorno ad alcuni grandi macrotesti.

Amleto (1962)
da Shakespeare
regia di Carmelo Bene
scene, costumi e musiche a cura di Carmelo Bene
con Carmelo Bene (Amleto), Stefano Carletti (Orazio), Luigi Mezzanotte (Rosencrantz o Guildenstern e Marcello),
Manlio Nevastri (Polonio), Giacomo Ricci (Laerte), Rosabianca Scerrino (Ofelia),Corrado Sonni (re Claudio), Igea Sonni (Gertrude)
Prima rappresentazione Roma, Teatro Laboratorio, 20 ottobre

Amleto (1964)
da Shakespeare
regia di Carmelo Bene
scene, costumi e musiche a cura di Carmelo Bene
con Carmelo Bene (Amleto), Lydia Mancinelli (Gertrude), Luigi Mezzanotte (re Claudio), Manlio Nevastri (Polonio), Manuela Kustermann (Ofelia)
Prima rappresentazione: Spoleto, Tendone presso lo stadio, luglio

Amleto. Basta con un “vi amo” mi ero quasi promesso. Amleto o le conseguenze della pietà filiale (1965)
da e di W. Shakespeare a Jules Laforgue
regia, scene, costumi e musiche a cura di Carmelo Bene con la collaborazione di Salvatore Siniscalchi
con Carmelo Bene (Amleto), Alfiero Vincenti (re Claudio), Lydia Mancinelli (Gertrude), Manlio Nevastri (Polonio), Manuela Kustermann (Ofelia), Ornella Ferrari (Kate), Michele Francis (Laerte), Enrico Boido (primo attore in Elsinore)
Prima rappresentazione Roma, Teatro Arlecchino, 6 aprile

Amleto o le conseguenze della pietà filiale da LaforgueE (1967)
da Laforgue secondo Carmelo Bene
regia e musiche di Carmelo Bene
scene di Tonino Caputo
costumi di Carmelo Bene, realizzazione di Osvaldo Testa
con Carmelo Bene (Amleto), Lydia Mancinelli (Gertrude), Luigi Mezzanotte (Laerte), Carla Tatò (Kate), Margherita Puratich (Ofelia), Michele Francis (re Claudio), Adriano Bocchetta (Fortebraccio), Pietro Napolitano (Guildenstern), Pino Prete (Rosencrantz), Andrea Moroni (Orazio), Edoardo Florio (primo attore in Elsinore), Manlio Nevastri (Polonio)
Prima rappresentazione Roma, Beat 72, 20 marzo

Amleto di Carmelo Bene (da Shakespeare a Laforgue) (1975)
regia di Carmelo Bene
scene, costumi e musiche a cura di Carmelo Bene
con Carmelo Bene (Amleto), Alfiero Vincenti (re Claudio), Luigi Mezzanotte (Laerte), Lydia Mancinelli (Kate), Franco Leo (Orazio), Paolo Baroni (Polonio), Benedetta Buccellato, (Ofelia), M. Novella De Cristofaro (Fortebraccio), Massimo Fedele (primo attore in Elsinore), M. Agnes Nobecourt (Gertrude), M. Luisa Serena (secondo attore in Elsinore), Marina Tagliaferri (Rosencrantz), Vera Venturini (Guildenstern)
Prima rappresentazione Prato, Teatro Metastasio, 8 ottobre

Hommelette for Hamlet (Operetta inqualificabile) (1987)
da Jules Laforgue
regia di Carmelo Bene
scene e costumi di Gino Marotta
musiche originali e adattate di Luigi Zito
protesi scultoree di Giovanni Gianese
con Carmelo Bene (Amleto), Ugo Trama (Il re), Marina Polla de Luca (Kate), Achille Brugnini (Orazio), Stefania de Santis (la “Beata Ludovica Albertoni”); gli angeli (ordine alfabetico): Osvaldo Cattaneo, Walter Esposito, Franco Felici, Luciano Fiaschi, Davide Riboli, Andrea Zuccolo.
Prima rappresentazione Bari, Teatro Piccinni, 11 novembre

Hamlet suite (1994)
spettacolo-concerto da Jules Laforgue
testi e musica di Carmelo Bene
costumi di Luisa Viglietti
con Carmelo Bene, Monica Chiarabelli, Paula Boschi
Prima rappresentazione Verona, XXXXVI Festival Shakespeariano, Teatro Romano, 21 luglio

Presentazione focus
di Donatella Orecchia

«Come non ci si bagna due volte nello stesso fiume, così è impossibile vedere due volte lo stesso spettacolo ‘Carmelo Bene’.
La seconda volta ci si trova davanti a qualcosa di profondamente mutato, non importa se in peggio.
Nel tempo abbiamo avuto un secondo Pinocchio, una seconda Salomè ripresi daccapo.
Forse non si può parlare nemmeno di mutamento, ma di una diversa angolazione, di un giro attorno al gruppo drammatico,
lo stesso giro che il visitatore scrupoloso compie nelle gallerie annusando il celebre marmo da ogni punto di vista.
Avremo un teatro circumvisionista, dopo quello dell’assurdo, della derisione, della crudeltà e dell’inazione?
Un teatro che si esaurisce nello stesso attimo in cui si realizza e che si ripropone girando su se stesso?
È possibile» (Ennio Flaiano, Amleto di Carmelo Bene, 6 aprile 1967)

Composito, incongruo, disomogeneo: il linguaggio scenico di Carmelo Bene sembra sfuggire, a causa delle sue stratificazioni formali e delle sue metamorfosi, alle maglie di un’interpretazione critica univoca. Difficile trovare un denominatore comune, un nucleo unificatore, un’unità di pensiero in oltre quarant’anni di attività: il teatro di Bene consiste piuttosto in un ventaglio ampio di sfumature semantiche e formali che, talvolta, si fanno quasi inconciliabili. Inconciliabili soprattutto se si pensa al confronto fra l’espressività parodica e grottesca dei primi anni e la tensione lirica e contemplativa (in cui trova posto d’onore la ricerca sulla phoné) del secondo periodo, dei suoi colossali concerti per voce sola o quasi, a partire almeno dal Manfred del 1979

Dagli esordi (il primo spettacolo di Carmelo Bene è del 1959, Caligola) alla fine del suo percorso di ricerca (Bene muore nel marzo 2002), Amleto e le sue riscritture accompagnano quel percorso di ricerca. Fra continuità e discontinuità. L’insieme delle riscritture può essere indicato, forzando la categoria semiotico letteraria, come un “macrotesto” e indica l’esistenza di un mondo poetico e linguistico a cui Bene fa ciclicamente ritorno, anche per confrontarsi con una parte di sé e della propria storia, pur nelle discontinuità per alcuni aspetti profonde. All’interno di tale macrotesto, il riferimento all’Amleto shakespeariano è solo uno dei molti riferimenti letterari e teatrali, cui si accompagnano e con il quale si intrecciano, l’Amleto di Laforgue innanzitutto (a partire dal 1965),  le poesie di Gozzano, brani dall’Interpretazione dei sogni di  Freud, frammenti di opere liriche (in particolare di Verdi).

Fra i temi degli Amleto (1962, ‘67, ’75, ‘87, ‘94)  quello dell’impasse (che si fa anche afasia di Amleto) si intreccia con quello dell’impotenza del teatro (e della sua finzione) a svelare (come invece accade in Shakespeare) la verità della corruzione del mondo e del regno di Elsinore. Amleto è «un saggio sulla figura dell’artista, sul suo funerale e sull’impossibilità dell’artista nell’arte borghese» (E. Z., Questa sera al Quirino torna Carmelo Bene con il suo pessimismo, in «Momento sera», 8 gennaio 1976), afferma Bene; un saggio sull’impasse, che è il tratto caratterizzante di tutta l’arte contemporanea e, dunque, di tutto il teatro. In una scena paradossalmente «irrappresentabile» (Carmelo Bene), Amleto è dunque per Bene-attore il terreno per la ricerca di una presenza scenica segnata dal paradosso: di un attore che è un non-attore.

Sul piano metalinguistico, Amleto è il ‘territorio’ sul quale si sono stratificate numerose tradizioni linguistiche. Ritornare all’Amleto con le varie riscritture significa per Bene passare a contrappelo la storia del teatro degli ultimi secoli. E ogni nuova riscrittura è un modo differente di riscrivere la storia della tradizione.

Nonostante alcune significative linee di continuità, la cesura del percorso di Bene alla fine degli anni Sessanta, e in seguito alla parentesi cinematografica che lo tiene per qualche anno lontano dal teatro, incide anche sulle riscritture dell’Amleto.  A una forma teatrale in cui è cifra ed elemento centrale la distorsione linguistica (voce e gesto) volta alla parodia (che spesso si fa autoparodia) con quella dimensione metalinguistica che alla parodia appartiene, ad un’altra in cui, in parte smorzata la carica conflittuale e grottesca, inizia a prevalere il simbolismo, la centralità della phoné, un’insistenza sul lirismo recitativo, il lavoro sull’amplificazione e il playback. La fase anarchica lascia il posto al disincanto e a una specie di stoicismo, di cui l’edizione del 1975 è un esempio emblematico, sebbene ancora profondamente legato  alle riscritture precedenti. Con  Hommelette for Hamlet del 1987 la cesura  si fa più profonda e radicale.

Descrizione Amleto 1962-75, in Armando Petrini, Amleto da Shakespeare a Laforgue per Carmelo Bene, ETS, Pisa 2004.

Descrizione Amleto 1987 di Anna Silvestrini.

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LOCANDINA
1967
Amleto o le conseguenze della pietà filiale secondo Carmelo Bene, Locandina di Tonino Caputo, Roma, Beat 72
Locandina di 'Amleto o le conseguenze della pietà filiale' di Tonino Caputo 1967
1975
Amleto di Carmelo Bene (da Shakespeare a Laforgue), Locandina Teatro Metastasio di Prato, 8-14 ottobre 1975; Teatro Stabile di Torino, dicembre 1975
Amleto di Carmelo Bene (da Shakespeare a Laforgue), Locandina Teatro Metastasio di Prato, 8-14 ottobre 1975; Teatro Stabile di Torino, dicembre 1975 Locandina dell'Amleto recitato al teatro Alfieri di Torino nel 1975. (Archivio dell'Orsa, Torino)
1987
Hommelette for Hamlet (operetta inqualificabile), Locandina Teatro Stabile di Torino, novembre 1987
Hommelette for Hamlet (operetta inqualificabile), Locandina Teatro Stabile di Torino, novembre 1987
1995
Hamlet suite, Locandina, Teatro Metastasio di Prato, 14-18 dicembre 1995
Hamlet suite, Locandina, Teatro Metastasio di Prato, 14-18 dicembre 1995
TESTO VERBALE
Carmelo Bene, Amleto. Frammenti del copione del 1975. Documento dattiloscritto
Anna Silvestrini, Testi degli interventi lirici in Hommelette for Hamlet, Testi lirici presenti nella versione dell' "Hommelette for Hamlet" per la RAI in Documento dattiloscritto
Carmelo Bene, Hamlet suite, versione-collage da Jules Laforgue, in Opere. Con l'autobiografia di un ritratto, Milano, Bompiani, 1994
Fernando Mastropasqua, Il sogno del poeta in scena, in Teatro provincia dell'uomo, Livorno, Arti Grafiche Federico Frediani, 2004
SCRITTI DEGLI ARTISTI e INTERVISTE
Carmelo Bene, Amleto di W. Shakespeare, in Pinocchio. Manon e Proposte per il teatro, Milano, Lerici, 1964
Colloquio tra Petrini e Mezzanotte (su Amleto 1962 e 1967), in A. Petrini, Amleto da Shakespeare a Laforgue per Carmelo Bene, Pisa, ETS, 2004
Colloquio tra Petrini e Mancinelli (su Amleto 1967), in A. Petrini, Amleto da Shakespeare a Laforgue per Carmelo Bene, Pisa, ETS, 2004
Colloquio tra Petrini e Tatò (su Amleto 1967) in A. Petrini, Amleto da Shakespeare a Laforgue per Carmelo Bene, Pisa, ETS, 2004
Alessandra Cattaneo e Carmelo Bene, Carmelo Bene fa Hamlet: "Beato chi potrà vedermi", Intervista a Carmelo Bene, «Il Corriere della Sera», 25 febbraio 1996
Amleto o le conseguenze della pietà filiale da Laforgue
1967
Hommelette for Hamlet
Tutti i diritti riservati
VIDEO
Amleto o le conseguenze della pietà filiale, 1967, frammento trasmesso su RAI 2
AUDIO
Carmelo Bene in Hamlet suite
Spettacolo-concerto
collage di testi e musica di Carmelo Bene; con Monica Chiarabelli, Paula Bosch; FONOPRINT, 1994
RECENSIONI
Vice, Amleto disintegrato, «Il Giornale d'italia», 23-24 ottobre, 1962
Sergio Frosali, Un Amleto anticonformista sotto la tenda del circo, «La Nazione», 7 luglio 1964
Sandro De Feo, Un palcoscenico nella cattedrale, «l'Espresso», 18 aprile 1965
Aggeo Savioli, Amleto o le conseguenze della pietà filiale, «l'Unità», 22 marzo 1967
Vincenzo Talarico, Ofelia ninfomane, «Momento sera», 22 marzo 1967
Ennio Flaiano, Amleto-Bene s’è rifugiato in cantina, «l'Europeo», 6 aprile 1967
Rodolfo Wilcock, Carmelo Bene e il piacere del ritorno, «Sipario», n.252, aprile 1967
Roberto De Monticelli, Il Pierrot-Amleto di Bene, «il Corriere della Sera», 30 ottobre 1974
Franco Quadri, AMLETO di Carmelo Bene, «l'Espresso», 13 novembre 1975
Franco Cordelli, Carmelamleto Bene uno «spudorato» in scena al Quirino, «Paese Sera», 8 gennaio 1976
Alberto Abruzzese, Fervore di invenzioni a Roma, «Rinascita», 6 febbraio 1976
Guido Davico Bonino, Folgorato da Amleto, secondo Laforgue, «La Stampa», 29 novembre 1987
Giovanni Raboni, Amleto secondo Bene: un borghese piccolo piccolo, «il Corriere della Sera», 3 dicembre 1987
Franco Quadri, Della tragedia resta soltanto una frittata «La Repubblica», 3 dicembre 1987
Gianni Manzella, Come-back. Davvero Bene. Carmelo, divino Briccone, «il Manifesto», 24 luglio 1994
Osvaldo Guerrieri, Viaggio nel mistero di Amleto, «Prima Fila», novembre 1994
Giovanni Raboni, Bene magica affabulazione sonora, «il Corriere della Sera», 1 febbraio 1996
SCRITTI CRITICI
Armando Petrini, Amleto secondo Carmelo Bene (1962-1975), in Amleto da Shakespeare a Laforgue per Carmelo Bene, Pisa, ETS, 2004
Carmelo Bene, Maurizio Grande, Hommelette for Hamlet, foglio di sala con saggio di Maurizio Grande e bozzetti di Gino Marotta, Roma, Marchesi grafiche editoriali, [1987?]
Fernando Mastropasqua, Commento. Verso un nuovo teatro: la provocazione di Hommelette, in Teatro provincia dell'uomo, Livorno, Arti Grafiche Federico Frediani, 2004
NOTA AI DOCUMENTI. Le riscritture di Amleto per Carmelo Bene, di Donatella Orecchia
MATERIALI DI CONTESTO
Gigi Livio, 1964: Teatro della contraddizione, poetica d'attore e rapporto col testo in uno scritto di Carmelo Bene, in Gigi Livio, La scrittura drammatica. Teoria e pratica esegetica, Mursia, Milano 1992
Ferruccio Marotti, Carmelo e Eduardo. Un dialogo fra sordi
Incontro-dibattito con Carmelo Bene nell'ambito del corso di Drammaturgia tenuto da Eduardo De Filippo al Teatro Ateneo, 29 maggio 1982
Carmelo Bene, Amleto di Carmelo Bene (da Shakespeare a Laforgue), RAI, 1974
(trasmesso il 22/4/1978, Rai 2)

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